Workshops: Workshop Thumbnail View

Register

Side-by-Side Top-Bottom
Actual Image

Melanargia galathea female (64)
maurydv Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 1928 W: 71 N: 4599] (16736)
Melanargia galathea (Linnaeus 1758)
Marbled white (inglese)
Demi-deuil (francese)

Ordine Lepidoptera
Super famiglia Papilionidea
Famiglia (Nymphalidae)Satyridae (vedi note)
Sottofamiglia Satyrinae
Genere Melanargia

Satyridae

In Europa la famiglia dei Satiridi è la famiglia di Ropaloceri più rappresentata (circa 100 specie, in Italia circa 70). Il gruppo veniva un tempo aggregato ai Ninfalidi, per via del primo paio di zampe subatrofico, ma altri importanti caratteri anatomici hanno deposto a favore della creazione di una nuova famiglia.
Gli adulti, di dimensioni varie, hanno colorazione bruno o giallastra. Presentano dimorfismo sessuale e spesso nell’ala anteriore hanno nervature rigonfie, che fanno pensare a camere di risonanza di un apparato ricettore sonoro. La presenza di ocelli postdiscali sulle ali è una costante (numero e grandezza sono estremamente variabili).
I bruchi, nudi o pelosi, presentano un’appendice caudale bifida; due minuscoli cornetti possono essere presenti sul capo. Si nutrono prevalentemente di Graminace. Le crisalidi sono sospese, ma anche libere e ipogee. L’impupamento è breve e i primi a comparire sono i maschi.
La facilità di individuazione in volo è spesso compensata dalle qualità mimetiche quando sono posati. La loro capacità di adattamento ha consentito un’ampia distribuzione, pur non essendo farfalle migratorie. Alcune specie arrivano a 3000 metri sulle Alpi e anche all’estremo Nord.
Le più belle si trovano nelle foreste tropicali (ad esempio Callitaera e Hetaerina con ali trasparenti). In Italia in genere sono più dimesse con colorazione prevalentemente bruna ad eccezione delle Galatea.

Melanargia galathea

La Galatea è una farfalla di media grandezza, che si distingue facilmente dagli altri satiridi nostrani per la livrea nera e bianco crema, con una certa variabilità nell’aspetto d’insieme. Superiormente, evidenzia un disegno a scacchiera che si ripete sulle parti inferiori con tonalità giallastre. I disegni appaiono meno appariscenti sulle ali posteriori, sulle quali si osserva, inoltre, una serie interrotta di ocelli submarginali. La livrea del rovescio delle ali è sostanzialmente analoga con il nero sostituito da un grigio sbiadito. Nelle femmine il rovescio delle ali posteriori è soffuso di giallo.

Specie univoltina, con svernamento allo stadio larvale e sfarfallamento in giugno-luglio. I bruchi, pelosi, sono di colore variabile dal verde-giallo al bruno, con due linee longitudinali scure dorsali e un paio di linee giallastre lateralmente. Testa e appendici caudali sono rosso-bruni. Conducono vita diurna nutrendosi di Graminacee (gen. Phleum, Festuca, Bromus, Dactylis ecc.) alla base delle quali si impupano. Se disturbati, si arrotolano su se stessi lasciandosi cadere al suolo.

Con alcune sottospecie, si estende dall'Europa centromeridionale e Nordafrica all'Iran. Presente in tutta Italia, eccetto Sardegna, dalla pianura ai 3000 m.

La fotografia

Dedico questa immagine a Silvio per le perplessità sollevate nel costatare che la femmina nell'accoppiamento da lui presentato era particolarmente chiara e si interrogava su un possibile caso di albinismo.
E’ stata scattata sul Monte Spitz (VI) a circa 1300 metri d’altitudine con il teleobiettivo 300 mm., con misurazione della luce spot, regolazione manuale del diaframma. E’ una farfalla, abbastanza facile da avvicinare, diffusa e localmente molto comune con colonie molto numerose L’unica vera difficoltà è quella di rendere bene i colori nero e bianco crema. In questa immagine è evidente il dicromismo sessuale, la femmina ha il lato inferiore delle ali soffuso di giallo, ma a differenza della precedente immagine delle farfalle in accoppiamento, in questa femmina non si vedono quasi per nulla i disegni, che in genere sono molto simili a quelli del maschio. Nel maschio anche la parte inferiore delle ali ha tonalità bianco crema e nero.
Torno a ripetere che è difficile rendere perfettamente le tonalità di questa farfalla che devono secondo me essere bianco crema e nero, mentre è facile una leggera sovraesposizione per la presenza prevalente del nero. In conclusione spesso i colori risultano più chiari e cioè un bianco quasi puro e un nero con tonalità marrone scuro.
Per quanto riguarda questa femmina, come quella di Silvio (ancora più chiara per una leggerissima sovraesposizione rispetto alla mia), penso che sia semplicemente un soggetto più chiaro e che in parte abbia perso un po' di colorazione nei disegni, non è certamente un soggetto albino. Da non dimenticare che comunque l'incidenza della luce diretta tende a rendere di per sé più chiare le ali della farfalla e che una certa variabilità nelle colorazioni è quasi una prerogativa dei lepidotteri.

Altered Image #1

maurydv Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 1928 W: 71 N: 4599] (16736)
Edited by:maurydv Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 1928 W: 71 N: 4599] (16736)

la stessa immagine con l'inclinazione originale, che poteva sembrare eccessiva e voluta.