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°Vespula vulgaris in mating°° (26)
flashpoint Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 571 W: 112 N: 1955] (10283)

Vespula vulgaris


Le vespe sono insetti appartenenti all'ordine degli imenotteri, come api e formiche. La famiglia vespidae, comprende un migliaio di specie in tutto il mondo, distribuite per lo più nei paesi tropicali. I vespoidei, a differenza di termiti e formiche, non sono tutti sociali. Fra essi parecchie specie sono primitive e solitarie, ma hanno individualmente cura della propria prole che alloggiano in ricoveri appositamente predisposti e che alimentano con diligenza. Parecchie vespe anzi, esprimono comportamenti che debbono essere interpretati come un vero e proprio avvio verso la socialità, quando, ad esempio, più femmine, pur lavorando indipendentemente l'una dall'altra, fabbricano celle di allevamento ravvicinate e le difendono collegialmente. Si tratta di interessanti costumi che, in serie scalare, si complicano e si perfezionano fino a raggiungere la completa vita sociale. Vespe con abitudini inequivocabilmente sociali appartengono alla famiglia Vespidae, le cosìdette "vespe cartonaie" a motivo del materialecon cui confezionano i nidi.

Il ciclo annuale, pur presentando differenze da specie a specie, può essere riportato ad una linea schematica comune, almeno per i nostri climi. L'inverno è trascorso da femmine fecondate che si rifugiano in screpolature di muri, sotto cortecce, tra foglie secche, disponendo il corpo in una caratteristica posizione di riposo. Esse, in primavera, si assumono il compito di fondare la società: trovata una posizione adatta, si riforniscono con ripetuti voli, di fibre di legno o di materiale cellulosico, che masticano e impastano per formare una sorta di cartone con cui modellano i primi alveoli del nido. Qui ovidepongono, provvedono a nutrire le prime larve e soltanto quando queste avranno completato il proprio ciclo sviluppandosi in operaie, le femmine fondatrici, divenute ora regine a pieno titolo, potranno dedicarsi all'esclusiva attività di procreatrici. A fine stagione, contemporaneamente alle femmine fertili destinante a ripetere il ciclo, compaiono alcuni maschi, appunto per effettuare gli accoppiamenti. Quindi l'intera popolazione muore, ad eccezione delle future regine fecondate. I nidi delle vespe - pur molto diversi per forma e dimensione - sono riconducibili a due tipi: quelli dei Polistini, costituiti da un solo favo scoperto e composto da un esiguo numero di cellette e quello dei Vespini, molto più complessi e costituiti da più ripiani protetti da uno strato avvolgente e comprendenti centinaia o migliaia di cellette. L'alimentazione delle vespe adulte è costituita in prevalenza da cibi zuccherini (nettare, melata, miele rubato alle api, polpa di frutta matura, marmellate, sciroppi) più raramente da sostanze di origine animale, mentre le larve, pur ricevendo alimento dolce, sono principalmente zoofaghe. Proprio nell'intento di provedere al nutrimento della prole, le operaie vanno alla caccia di altri insetti e di ragni, ma si buttano anche su prodotti carnei: è facile in un mercato osservare vespe che si accaniscono con insistenza intorno ai banchi di macelleria e di pesce.



Benchè la maggior parte delle vespe presenti nella famiglia livrea a strisce gialle e nere, l'occhio dell'esperto può identificarle basandosi sui disegni del capo, del torace e dell'addome, che sono leggermente differenti nelle diverse specie. Un altro importante carattere distintivo è la lunghezza della guancia fra l'occhio e la mandibola. Chi non prova un piccolo brivido rammentandosi delle dolorosissime puntura inferte da questi irascibili imenotteri, simili a piccole scosse elettriche, quando ne ode il ronzio minaccioso o intravede un insetto alto a strisce bianche e nere? Così come numerosi insetti hanno imitato la temibile livrea che, per eventuali predatori, ha il significato di un semaforo rosso. A differenza delle api, le vespe vivono in società temporanee che si dissolvono in autunno, alla morte di tutti i componenti della famiglia (i maschi, le operaie e la stessa madre fondatrice del nido). Soltanto le femmine fecondate in autunno e qualche rara operaia sopravvivono, trascorrendo la cattiva stagione in un luogo riparato. In primavera ogni femmina fonderà un proprio nido (sottoterra, in anfratti, in cavità di alberi, nelle soffitte, nei camini, ecc..), costituito da più favi sovrapposti, ciascuno con un solo strato di cellette esagonali rivolte verso il basso. Essendo incapaci di produrre cera, per costruire il nido le vespe impastano detriti vegetali, ottenendone un materiale simile al cartone. Nelle cellette le operaie provvedono ad alimentare le larve, apode, con liquidi zuccherini o con le prede animali catturate grazie al terribile pungiglione velenifero e dilaniate dalle forti mandibole. La stessa Ape domestica è una delle prede più appetite da alcune specie di vespidi, come il calabrone e la vespa cartonaia, che aggrediscono le laboriose operaie mentre sono intente a bottinare sui fiori, oppure penetrano nelle arnie, attratte dal miele, per saccheggiarle, causando ingenti danni agli apicoltori.
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Make: NIKON CORPORATION
Model: NIKON D40X
Software: Paint Shop Pro Photo 11,20
Exposure Time: 10/1000 sec
F-Stop: f/11.0
ISO Speed Ratings: 400
Focal Length: 105 mm
Date Taken: 2009-10-23 12:44
Metering Mode: Pattern
File Size: 81 kb

Altered Image #1

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Edited by:flashpoint Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 571 W: 112 N: 1955] (10283)

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