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Tragopogon porrifolius


Tragopogon porrifolius
Photo Information
Copyright: Ivan Nanni (Clapclap) Silver Note Writer [C: 5 W: 0 N: 38] (229)
Genre: Plants
Medium: Color
Date Taken: 2007-05-03
Categories: Flowers
Camera: Nikon D200, AF-S VR Micro Nikkor 105mm 1:2.8G ED, CF Extrime III 4 GB
Exposure: f/8, 1/125 seconds
More Photo Info: [view]
Photo Version: Original Version
Theme(s): My Purple Obsession 1 [view contributor(s)]
Date Submitted: 2008-01-27 7:27
Viewed: 4569
Points: 6
[Note Guidelines] Photographer's Note
Tragopogon porrifolius ( pratensis )
같같같같같같같같같같같같
Nomi comuni > Raperonzolo selvatico > Barba di becco violetta.> salsefica...

Famiglia
Compositae

Etimologia
Il primo termine del binomio significa `barba di caprone` e deriva dal greco tragos = caprone e pgn = barba, in allusione al pappo sericeo dei frutti. Il secondo termine deriva dal latino con riferimento alla presenza di foglie simili a quelle del Porro (Allium porrum L.).

Caratteri botanici
Pianta erbacea biennale, glauca, caratterizzata da una radice a fittone, ingrossata, legnosa, e da uno scapo eretto, alto 60-120 cm, provvisto di foglie lineari, con margine leggermente ondulato e guaina amplessicaule. Durante il secondo anno di vita, tra aprile e giugno, all apice del fusto si sviluppa, su un peduncolo piuttosto ingrossato, un capolino di ca. 6-7 cm di diametro, costituito da fiori bruno-violacei. I frutti sono acheni forniti di pappi sericei.

Habitat
Luoghi erbosi per lo pi umidi.

Parti commestibili
Nella tradizione alimentare etnea, della Barba di becco si consumano i getti primaverili, formati dal fusto ancora avvolto dalle foglie appressate, che ricordano i turioni dell묨sparago.
Uso alimentare
Lessi Insalate
I giovani getti della Barba di becco si cucinano lessati e si condiscono come le altre verdure. In qualche localit, come Castiglione, a detta di alcuni si mangiano anche crudi in insalata per il loro sapore dolciastro.

Diffusione
Mentre in tutta la Sicilia e in genere nell묲talia meridionale, la Barba di becco viene ricercata dagli erborinatori per i getti primaverili, nell묲talia settentrionale si utilizza l뭓ffine Tragopogon porrifolius L. var. sativus Gater. principalmente per la radice che si presenta piuttosto robusta e carnosa. Essa ha un sapore simile a quello delle noci e, secondo alcuni, ricorda addirittura quello delle ostriche (INDRIO, 1981). Il periodo di raccolta antecedente a quello della fioritura. Si cucina lessata, alla griglia oppure fritta in pastella; si mangia anche condita con burro o in raffinate ricette con crema e formaggio (DE ROUGEMONT, 1990). Questa radice pu essere anche tagliata in dischetti di 1-2 cm di spessore per essere essiccata al sole e poi conservata sotto vetro, come si fa con i funghi secchi. In passato, le radici essiccate venivano anche macinate per ricavarne una farina con la quale si confezionavano prodotti da forno, sia salati che dolci, fra cui i bign. La radice tritata si utilizza anche come surrogato del caff. Le giovani foglie, infine, si consumano cotte in minestre al posto degli spinaci (POMINI, 1956).

Osservazioni
- La Scorzobianca Tragopogon porrifolius L. var. sativus un ortaggio conosciuto fin dall`antica Grecia ed attualmente molto diffuso in Francia e in altri paesi dell`Europa occidentale. Il pregio di questa pianta, derivata dalla Barba di becco selvatica, dato dalla dimensioni della radice che molto ingrossata e ricorda quella della Carota; essa ricca di zuccheri (inulina, inositolo e mannitolo) che le conferiscono un sapore decisamente dolce. Per il suo colore, biancastro all`esterno e bianco candido all뭝nterno, volgarmente chiamata Scorzobianca. - Un delicato ombrello. Gli acheni, sormontati da un pappo piumoso a forma di ombrello, a maturit si staccano dal ricettacolo e restano facilmente in aria sostenuti dal vento. Dalle nostre parti, i ragazzi si dilettano a disperdere gli acheni soffiando su di essi; se questi nell`atterrare si depositano sui loro vestiti e vi aderiscono significa che l`anima di un loro vecchio parente defunto venuta a visitarli. Da questa credenza deriva il nome u nannu dato a questi canuti fiocchetti. Nel Palermitano, invece, i fanciulli ritengono che gli acheni sospinti dal vento vadano nelle case a rubare quattrini; arrobba dinari, infatti, il nome dato, in quelle localit, agli acheni con pappo. Nel Veneto i ragazzi, soffiando sui pappi, pretendono di indovinare le bugie dette da ciascuno in relazione al numero di volte che bisogna soffiare sui capolini per riuscire a staccare completamente gli acheni. -

Su altri nomi volgari.
Il termine Bugia collegato al gioco infantile di soffiare sopra i pappi degli acheni, appena citato. Salsefrica, e similari, una deformazione di Saxifraga derivato dal latino saxum = sasso e frangere = spaccare, ovvero spaccasassi, in riferimento alla propriet di frantumare i calcoli renali.

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Critiques [Translate]

Hallo Ivan
I am sure if you look through my critiques given you뭠l notice that the majority of them are awarded to photos containing something with the colour of purple. I love purple and even created a theme with the title "My purple obsession." Thanks for sharing this beautiful flower with us. The colour is just perfect and the yellow anthers are very bright and clearly visible. A stunning close-up, with sharp details and good composition. The flower bud open only on the one side adds a special effect to this photo. I enjoyed the sight. Thanks for sharing.
Kind regards
Anna
Thanks for chosing me to be one of your favourites. It is a great honour and much appreciated.

  • Great 
  • lousat Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 6595 W: 89 N: 15659] (65489)
  • [2008-01-27 13:56]

Ciao Ivan,foto di gran classe come ti avevo gia' detto per le precedenti..per caso conosci qualche sito dove reperire informazioni facilmente? Perche' io ho le foto ma mi mancano i nomi..eheheh..e sai che fatica..!!! Ciao complimenti ancora,Luciano

Bellissima la tua gallery di fiori!!

Andrea

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