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tarabusino


tarabusino
Photo Information
Copyright: Sante Perazzolo (sante2010) (52)
Genre: Animals
Medium: Color
Date Taken: 2010-02-23
Categories: Birds
Camera: Canon 350D EOS, EF 75-300mm III USM
Photo Version: Original Version
Date Submitted: 2010-02-23 14:22
Viewed: 2989
Points: 4
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Nome comune: Tarabusino
Nome scientifico: Ixobrychus minutus
Famiglia: Ardeidi
Ordine: Ciconiformi
Classe: Uccelli

Appartiene alla stessa famiglia degli aironi, ma si distingue per le dimensioni assai ridotte: arriva massimo a 33-38 cm ed ha un’apertura alare di 52-58 cm, ala 15 cm, becco 5 cm, tarso 4,5 cm, coda 5 cm. Presenta ali scure con la parte inferiore colore crema. Il maschio presenta la parte superiore del capo e il dorso neri con riflessi verdastri; la femmina è caratterizzata invece da una colorazione più fulva inferiormente e delle strisce scure superiormente. Il becco è giallo-verde e gli occhi sono gialli. Le zampe sono verdastre.

ABITUDINI

Il tarabusino è una specie molto diffidente. Per tale motivo, se sorpreso, si mimetizza immobilizzandosi e puntando il becco verso l’alto e, grazie anche alle striature sul petto, si confonde completamente tra le canne.
E’ una specie crepuscolare, ed è quindi attiva al tramonto e la notte. Generalmente vola basso con rapide battute d’ala e lunghe planate.

ALIMENTAZIONE

I tarabusini inseguono individualmente e furtivamente la preda, camminando lentamente in posizione rannicchiata, tra le canne. Si nutrono principalmente di piccoli pesci, anfibi, insetti, ragni e gamberetti. In ogni caso adatta le esigenze alimentari alla disponibilità del momento.

HABITAT

Si trova nelle zone umide con vegetazione densa, sulle rive dei fiumi e degli stagni. Durante l’inverno o nel periodo migratorio si può osservare sul litorale marino.

RIPRODUZIONE

Il nido del Tarabusino è ben celato nel folto del canneto. Nonostante tutte le cautele dei due genitori, che atterrano lontano dal nido per poi raggiungerlo camminando furtivi al coperto, la covata è esposta a mille pericoli. Prima fra tutte la predazione delle uova, da parte degli onnipresenti ratti. Altro grande rischio sono le variazioni di livello dell’acqua: una forte diminuzione può lasciare il canneto accessibile ai predatori terrestri, mentre uno sbalzo verso l’alto può mandare le uova sott’acqua.
Il Tarabusino è una specie prolifica: una covata normale è composta da 5 — 7 uova. La schiusa è asincrona, per cui l’ultimo nato è molto più piccolo e debole dei fratelli e spesso soccombe.
Entrambi i genitori accudiscono i nidiacei. Come è tipico per gli ardeidi, i Tarabusini non trasportano il cibo portandolo nel becco; invece inghiottono le prede e, una volta giunti al nido, le rigurgitano.

NIDIFICAZIONE

Il Tarabusino è un migratore, che abita le zone umide da aprile a settembre, per poi ripartire alla volta dell’Africa sub-sahariana. Questa specie ha sofferto in maniera grave delle devastanti siccità che si sono susseguite negli ultimi 30 anni nella zona del Sahel e dell’incalzante fenomeno della desertificazione. Sembra, infatti, che il Tarabusino si faccia l’intera migrazione (attraversamento del Mediterraneo e del Sahara) in un unico volo, tutta d’un fiato. E, in questa condizione, 500 chilometri in più di deserto da attraversare possono rappresentare un fattore decisivo per la sopravvivenza.

roges, maurydv has marked this note useful
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Critiques [Translate]

  • Great 
  • roges Gold Star Critiquer/Gold Note Writer [C: 957 W: 0 N: 1329] (6264)
  • [2010-02-23 14:30]

Buona sera Sante,
una bella cattura.
Very good POV questo particolare. I dettagli ei colori sono buoni.
Molto buona e alla descrizione fornita.
E mi auguro con tutto il cuore un caloroso benvenuto su TN, commenti piacevole e più punti.
Una splendida serata,
Adrian

Ciao Sante,
hai indicato come data di ripresa 23/02/10, se fosse esatta si tratterebbe di una segnalazione importante di svernamento di Sgarza ciuffetto, ma in base alla forte presenza di piante acquatiche galleggianti, forse lo scatto è avvenuto in periodo estivo. Secondo me non si tratta di un giovane di Tarabusino, ma di Sgarza ciuffetto in base al piumaggio e al tipico comportamento di caccia. Per migliorare l'immagine è necessaria la fase post-produttiva, ma soprattutto una precisa messa a fuoco ed esposizione in fase di ripresa, se utilizzi lo zoom alla focale di 300 o a focali relativamente alte, stai attento al tempo di esposizione che deve essere veloce ad esempio almeno 1/500 a 300 mm per evitare il micromosso (credo che il tuo zoom non abbia un sistema antivibrazioni). Se non elabori le foto con il computer, ti conviene impostare già in fase di ripresa (menù della fotocamera) un maggior contrasto e forse anche una maggiore luminosità.
La cattura di una Sgarza ciuffetto è comunque uno scatto di pregio.
Buona giornata
Ciao Maurizio

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