Side-by-Side Top-Bottom
Actual Image

Ixobrychus minutus (52)
maurydv Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 3099 W: 115 N: 9490] (36428)
Ixobrychus minutus (Linnaeus 1766)
Little Bittern (inglese)
Butor blongios ou blongios nain (francese)

ordine Ciconiiformes
famiglia Ardeidae
genere Ixobrychus minutus

Ixobrychus minutus

Appartiene alla stessa famiglia degli ardeidi, ma si distingue per le dimensioni assai ridotte:
misura 33-38 cm ed ha un’apertura alare di 52-58 cm, ala 15 cm, becco 5 cm, tarso 4,5 cm, coda 5 cm.
Unico tra gli aironi europei, il Tarabusino presenta un marcato dimorfismo sessuale. Ha ali scure con la parte inferiore colore crema. Il maschio presenta la parte superiore del capo e il dorso neri con riflessi verdastri; la femmina è caratterizzata invece da una colorazione più fulva inferiormente e delle strisce scure superiormente. Il becco è giallo-verde e gli occhi sono gialli. Le zampe robuste sono verdastre.
I giovani sembrano delle femmine opache, meno contrastate e molto striate, sia inferiormente che superiormente.

Il Tarabusino è una specie molto diffidente, che frequenta tutte le zone umide con una sufficiente copertura vegetale, in particolar modo di canne e tife. Per tale motivo, se sorpreso, si mimetizza, immobilizzandosi e puntando il becco verso l’alto e, grazie anche alle striature sul petto, si confonde completamente tra le canne.
E’ una specie crepuscolare, ed è quindi attiva al tramonto e la notte. Generalmente vola basso
con rapide battute d’ala e lunghe planate.

Il Tarabusino caccia individualmente e furtivamente la preda, camminando lentamente in
posizione rannicchiata, tra le canne. Si nutre principalmente di piccoli pesci, anfibi, insetti,
ragni e gamberetti. In ogni caso adatta le esigenze alimentari alla disponibilità del momento.

La fotografia

E’ stata scattata in uno degli stagni del Parco di San Giuliano di Mestre, frequentato nel periodo primavera-estate da questa specie.
Sono riuscito ad avvicinare il Tarabusino rimanendo nascosto dietro alla vegetazione, probabilmente favorito dalla giornata leggermente ventosa. L'uccello, che mi ha sicuramente notato, ha inizialmente adottato la sua caratteristica postura di mimetizzazione (evidente nell'immagine che presento), ma non si è involato. Nonostante la naturale diffidenza di questo uccello sono riuscito a fotografarlo per oltre mezz'ora, effettuando oltre 230 scatti, mi sono sentito veramente parte dell'ambiente. La tecnica di caccia fotografica allo scoperto mi piace molto, anche se non ha molte probabilità di successo, ma in certe occasioni succede che ti senti immerso nell'ambiente e quasi sembra stabilirsi un contatto con il soggetto delle tue fotografie, che in qualche modo accetta la tua presenza. Per esperienza mi sembra che gli uccelli meno confidenti accettino meglio l'avvicinamento con la macchina fotografica già all'altezza degli occhi, comunque sono sempre determinanti i movimenti lenti e non avere mai fretta aspettando che l'eventuale nervosismo dell'animale diminuisca. In WORKSHOP la stessa immagine con un taglio compositivo che elimina le parti sfocate.

Altered Image #1

maurydv Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 3099 W: 115 N: 9490] (36428)
Edited by:maurydv Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 3099 W: 115 N: 9490] (36428)

la stessa immagine con un taglio compositivo che elimina le parti sfocate