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Zygaena filipendulae (70)
maurydv Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 3099 W: 115 N: 9490] (36428)
Zygaena filipendulae (Linnaeus, 1758)
Six-spot Burnet (inglese)
Zygène de la spirée (francese)

Ordine Lepidoptera
Sottordine Ditrysia
Super famiglia Zygaenoidea
Famiglia Zygaenidae
Sottofamiglia Zygaeninae
Genere Zygaena

Zygaenidae

I Zigenidi comprendono circa 800 specie nel mondo, una quarantina delle quali in Italia. Sono Lepidotteri di medie dimensioni caratterizzati dal capo con antenne ad apice rigonfio e denticolate; hanno, inoltre, ocelli e chetosoma. I palpi sono sempre presenti ed hanno estremità appuntita. Le ali sono strette e allungate con colori spesso metallici ove prevale il nero con punti rossi, oppure sono uniformemente verdi o azzurre. Le macchie sulle ali sono molto variabili sia in estensione sia in colore, dando luogo ad un accentuato polimorfismo anche in seno alla stessa specie. Queste colorazioni, dette aposematiche, sono di avvertimento per gli uccelli predatori. Le zampe posteriori presentano due paia di speroni nella parte mediana e distale della tibia. Le uova, deposte in strati semplici o multipli, sono appiattite con superficie finemente reticolata ed hanno corion semitrasparente. Le larve, velenose, sono tozze e tubercolate, con testa retrattile; sono provviste di zampe toraciche e di pseudozampe. La ninfosi avviene all'interno di un bozzolo pergamenaceo di forma e consistenza varie.
Sono falene ad attività diurna, che si posano sui fiori anche a gruppi. Le piante larvali sono spesso Papilionacee (Lotus, Coronilla, Dorycnium, ecc.), ma anche Poligonacee (Rumex), Ombrellifere (Eryngium), Composite e Geraniacee.
Le specie presenti in Italia appartengono al genere Zigaena (Fabricius) della famiglia delle Zygaenidae. È l'unico genere paleartico della sottofamiglia delle Zygaeninae e comprende 96 specie. Altri 8 generi, ritenuti più primitivi e costituiti in tutto da 23 specie, sono diffusi nelle regioni afrotropicale.

Zygaena filipendulae

Questa zigena ha un'apertura alare di quasi 4 cm e si distingue per il disegno delle ali anteriori composto da sei macchie rosse su fondo bluastro molto scuro. Le ali posteriori sono uniformemente rosso vivo. Le antenne sono caratteristiche per tutte le zigene e terminano con un vistoso rigonfiamento. Il dimorfismo sessuale è lieve e riguarda, oltre ai consueti caratteri anatomici, le dimensioni, che sono maggiori nella femmina.
Le zigene a sei macchie rosse, sopratutto quando non sono appena sfarfallate, possono presentare due macchie fuse fra loro e questo genera confusione nel riconoscimento, per cui può essere scambiata per Zygaena lonicerae, molto simile, ma con cinque macchie.
I caratteristici colori bluastro e rosso vivo segnalano ai predatori la loro tossicità, in caso di attacco emettono un liquido contenente cianuro.

Ampiamente diffusa e comune in tutta Europa, ma anche in Medio Oriente. E' presente in tutta Italia, tranne in Sardegna. È specie ad ampia valenza ecologica potendo frequentare sia biotopi erbosi o umidi, che steppe e boschi.

Gli adulti si osservano da maggio ad agosto ed è possibile anche una seconda generazione in tarda estate. Amano i fiori del genere Centaurea, Scabiosa e Cardo.
I bruchi sono gialli con due serie di punti neri sul dorso. L'impupamento avviene in un bozzolo giallastro, di tipo cartaceo, che viene saldato agli steli d'erba. Le piante ospiti sono Papilionacee del genere Lotus e Coronilla. Passano l'inverno allo stadio di larva

La fotografia

E’ stata scattata con il teleobiettivo 300 mm, con misurazione della luce spot, regolazione manuale del tempo e del diaframma, ISO400 ed utilizzo del treppiede per avere la massima profondità di campo, anche se la mia fotocamera soffre molto il rumore (noise) già a 400 ISO.
In questa immagine vi è un assembramento di N.10 Zigene a 6 macchie, di cui due coppie in accoppiamento. Queste Zigene, a differenza di quanto avevo osservato in montagna dove stanno spesso ferme anche per ore soprattutto quando sono in accoppiamento, erano in continuo movimento e si muovevano nutrendosi con avidità del nettare di questi fiori. Erano molto numerose disperse su vari fiori di questa specie, in qualche fotografia ne ho riprese fino a 11 sempre comunque a distanza ravvicinata e con un piccolo angolo di ripresa come nell'immagine che presento. In WORKSHOP presento la stessa immagine senza correzioni della luce calda del tardo pomeriggio, come si può capire anche dalle ombre che si sono formate. Nel immagine che presento ho cercato di diminuire la dominante rossastra causata dalla luce radente, trovo che le immagini possono essere valide entrambe, quella in Workshop per me ha un maggiore impatto visivo, questa forse è più vicina alla realtà che percepiamo o che crediamo di percepire mediandola attraverso il nostro sistema sensoriale.

Altered Image #1

maurydv Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 3099 W: 115 N: 9490] (36428)
Edited by:maurydv Gold Star Critiquer/Gold Star Workshop Editor/Gold Note Writer [C: 3099 W: 115 N: 9490] (36428)

la stessa immagine senza correzione della dominante rossastra della luce del tardo pomeriggio